La mia natura, portata al silenzio e alla riflessione, aveva sempre provato un certo disgusto per ogni forma di frastuono o di clamore, per ogni manifestazione di quell'allegria portata all'eccesso che tanto spesso sconfina nella violenza. Avevo sempre odiato la gozzoviglia goliardica e carnevalesca. La variante di Luneburg. Paolo Maurensig
Chi sono, anzi cosa mi piace
Mi piace essere gentile, specialmente con gli sconosciuti, ma non perché la gente poi sia gentile con me anche se quando qualche sconosciuto mi fa un gesto gentile penso che il mondo non sia così male. Mi piace il mare in autunno, perché si sente la malinconia della fine, e in primavera, perché ancora non c'è nessuno ma sai che qualcuno arriverà. Mi piace camminare e parlare senza una meta perché parlare veramente con qualcuno è già un buon risultato. Mi piace leggere quando gli altri dormono, mi piace quando qualcuno legge per me perché mi sembra di tornare bambino. Mi piace sentirmi a casa nei posti più impensabili. Mi piace quando qualcuno si entusiasma per qualcosa e si vede. Mi piace il cioccolato Kinder e tutte le merendine congelate. Mi piace la pizzica e la quadriglia. Mi piace abbracciare le persone a cui voglio bene. Mi
piace saper fare le cose ma anche non saperle fare perché c'è una nuova cosa da imparare. Mi piacciono le parole. Mi piacciono i mandorli in fiore e le piante piene di frutti. Mi piace la musica perché riesce a cambiare il mio stato d'animo. Mi piace lo sport: il nuoto da fare, il basket da guardare dal vivo e il tennis per le gambe di Steffi Graf e lo smash al volo bimane di Monica Seles. Mi piacciono i ricordi e in particolar modo i piccoli particolari, perchè sono quelli che fanno la differenza. Mi piace quando una canzone o un libro mi fanno
tornare in mente qualcosa. Mi piace il vino bianco, la birra e la tequila. Mi piace il cinema. Mi piace scegliere un libro di un autore sconosciuto. Mi piace stare sveglio. Mi piacciono i bambini perché non sanno ciò che li
aspetta, mi piace cambiare il mondo. Mi piace dire “Ti amo a modo mio” agli amici. Mi piace quando riesco a scrivere bene anche se non accade mai. Mi piace cucinare. Mi piace la pasta con le vongole e la paella. Mi piace fermarmi a pensare, forse troppo. Mi piace sorridere e far sorridere. Mi piacciono le sorprese. Mi piacciono, come diceva il colonnello John "Hannibal" Smith, i piani ben riusciti anche se non mi è mai capitato di averne uno.
Chi non sono
Non sono sereno, non sono da meno, non sono bello, non sono un ombrello, non sono Maurizio Costanzo, non sono un romanzo, non sono basso, non sono un tasso, non sono lento, non sono attento, non sono laureato, non sono rassegnato, non sono tollerante, non sono un cantante, non sono furbo, non sono un disturbo.
"L'opera struggente di un formidabile genio" Dave Eggers
"L'assassino degli scacchi" Benoît Rittaud
"Vita di Galileo" Bertold Brecht
"Chiedi alla polvere" John Fante
"Poesie d'amore" Nazim Hikmet
"La vita che forse" Chiara Del Soldato
"I fratelli Karamazov" Fëdor Dostoevskij
"Sogni di Bunker Hill" John Fante
"Come sono diventato stupido" Martin Page
"Piccoli suicidi tra amici" Arto Paasilina
"Lire 26.900" Frédéric Beigbeder
"Neanche gli dei" Isaac Asimov
Film: Visti o Rivisti
Fratelli per la pelle
Elizabethtown
Interstate 60
Fratello dove sei
Friday night lights
Closer
Il favoloso mondo di Amelie
Casomai
The weather man
Un pesce di nome Wanda
50 volte il primo bacio
Il signore degli anelli
Dillo con parole mie
The life of David Gale
I soliti sospetti
Rounders
L'uomo dei sogni
Il posto dell'anima
Star Wars
Bulldozer
Dogma
La maledizione della prima luna
Puerto Escondido
Film da perdere
Panic Room
La leggenda degli uomini straordinari
Troy
Il Codice da Vinci
Munich
La guerra dei mondi
Cosa vorrei fare da grande
Jason Lee
Lo sweeper
Linus Van Pelt
Ataru Moroboshi
Fabio Volo
Qui-Gon-Jin
L'astronauta
Lo sceriffo
John Fante
Il precog
Il pompiere
La lavatrice
Il ballerino di pizzica
Il papà
Molti anni fa ho avuto una discussione con una persona.
Differenti punti di vista.
Dopo aver litigato però
tutti e due siamo rimasti della stessa idea.
L'argomento, a dir la verità, era piuttosto stupido.
A distanza di anni ho incontrato quella persona
che mi ha detto "Ti ricordi quella volta?
Avevi ragione tu, ma non mi andava di ammetterlo".
E sono stato contento.
Ci ho pensato un paio d'anni e adesso spero
di incontrare quella persona perchè
mi verrebbe da dire
"Volevo avere ragione subito non dopo".
Certo non sempre è possibile capire immediatamente
chi ha ragione e chi no, ma io vorrei così.
Anche perchè ho sempre ragione.
Mi sembrava banale scegliere Fabrizio De André
o magari Rino Gaetano per cui ho fatto così:
Il gioco era questo.
Ero a scuola e avevo 14 anni.
Ognuno scriveva su un foglietto come si vedeva,
quali erano i suoi difetti e i sui pregi.
La professoressa poi ne leggeva uno a caso ad alta voce
e bisognava indovinare chi era stato a scriverlo.
Il gioco fu un fallimento.
Nessuno riusciva ad indovinare.
Di sicuro a quattordici anni nessuno conosce bene se stesso
come è sicuro che non ci si conosce tra compagni di classe.
La cosa triste è che anche oggi,
anche con persone diverse,
il gioco non riuscirebbe.
Ah si... era il gioco delle banalità!
Le stazioni dei treni le adoro,
quelle nuove e moderne,
quelle vecchie e senza biglietteria,
ma soprattutto quelle dei piccoli paesi di mare
e soprattutto d'inverno.
Qualcuno potrebbe dire che sono tristi
invece per me sono solo malinconiche,
che non è male.
L'ho pensato mangiando confetti rossi alla stazione di Sulmona!
Se parlo con qualcuno
mi piace dire il suo nome più volte durante la conversazione,
mi sembra un particolare importante!
Le sorprese sono belle,
ma anche le conferme non sono male.
Se una persona speciale si conferma speciale
è veramente bello.
Se poi per scoprirlo devi fare mille ore di treno
o rimanere davanti al camino,
e se le persone speciali sono due invece di una,
che differenza fa!